l'isola che c'è...

...errare umanum est, perseverare ovest...
sabato, aprile 05, 2008

Metti una sera con Beth

Milano, 30.03.08 Live @ Alcatraz...ci sono i Portishead.

Quando ho sentito che si paventava l'uscita del nuovo album Third e tour annesso mi sono precipitata all'acquisto dei biglietti...qualche mese fa.
Poi domenica scorsa ho intrapreso il mio viaggio verso Milano per raggiungere l'Alcatraz e gustarmi l'evento e poco importa se mi sono persa per Monza e dintorni grazie ad un navigatore infame e alle indicazioni stradali assenti...alla fine ci sono arrivata e li ho finalmente visti con i miei occhi e sentiti con tutto il resto.
Pazienza per la location che, secondo me, penalizza fortemente il pubblico ghettizzandolo in termini di altezza...dico 'pazienza' perchè io, bene o male, spuntavo abbastanza in alto per vedere Beth e compagni esibirsi in una performance che mi è piaciuta molto.
Li aspettavo (e non ero la sola) da 10 anni, dopo l'ultimo album e se ne sono usciti con quest'ultimo Third piuttosto avvolgente. Dimenticatevi le atmosfere rarefatte dei primi due album con cui ci si poteva cullare prima di dormire...quest'ultimo lavoro ha sonorità più aggressive e dark senza però dismettere quella loro caratteristica che li rende, come dire, Portishead.
Mentre li attendevo mi chiedevo con cosa avrebbero iniziato e sono state due tracce del nuovo album a dare il la, ma con la luce viola, dello stesso viola della copertina di Dummy, parte Mysterons e la gente va in delirio.
Ne sono seguite quasi 2 ore di concerto in cui Beth, avvinghiata al microfono (se ne staccava giusto per sorseggiare della birra tra un pezzo e l'altro) ha sottolineato il concetto  che, si, sono tornati ed in grande stile.
La sua voce si è fatta più  matura e consapevole ma sempre maledettamente sensuale anche nei pezzi più spigolosi.
Ho imparato che sono un gruppo che fa trip-hop...dico che 'l'ho imparato' perchè sono sempre stata refrettaria ad incasellare la musica per generi...credo si tratti di incompetenza, ad ogni modo mi asterrò da deliri sulla tecnica poichè non ne sono all'altezza, ciò che vado dicendo è strettamente ed esclusivamente legato al mio sentire e questi Portishead mi hanno entusiasmato.
Bentornati, finalmente.


Silence
Hunter
Mysterons
The Rip
Glory Box
Numb
Magic Door
Wandering Star
Machine Gun
Over
Sour Times
Only You
Nylon Smile
Cowboys

Threads
Roads
We Carry On


postato da: Naima alle ore 13:14 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: musica, concerti, portishead, third
venerdì, novembre 30, 2007

ai piedi dell'arcobaleno

Erano giorni che ci pensavo.
Dopo aver approfondito l'ascolto dell'ultimo lavoro dei Radiohead ed averlo messo in circolo insieme al sangue, mi cominciavo a chiedere se ci sarebbe stato un tour a seguire di questo nuovo album, ma un senso quasi di riverenza mi faceva pensare che forse era prematuro anche pensarlo (e quindi iniziare a desiderarlo)...e invece, quando meno me l'aspettavo, ecco la notizia che volevo, il nulla osta al desiderio: i Radiohead in Italia il 18 Giugno 2008 all'Arena Civica di Milano come unica tappa italiana di un tour con tappe europee selezionate.

Per le 00:01 di domenica prossima ho già un'impegno.

La prima volta che li ho visti ero all'Arena di Verona, nel 2000 mi pare...o 2001, non ricordo bene. Poi nel 2003 sono tornati ma li ho clamorosamente mancati che lasciamo stare il perchè e loro, per punizione mi hanno fatto aspettare altri 5 anni. Ben mi stà.
Ma stavolta non ci ricasco. Non so dove sarò la prossima settimana, ma so dove voglio essere il 18 Giugno prossimo.Quest'attesa che inizia oggi mi fa tornare la mente ai primi sentori dell'Heineken Jammin Festival, proprio un anno fa a quest'ora...e l'attesa lunga, infinita... finita poi come tutti sappiamo.
Comunque, confido nella buona sorte e mi pregusto questa lunga attesa che quasi mi fa sentire l'odore dell'estate, che di questi tempi una fuga è quel che (mi) ci vuole.

postato da: Naima alle ore 00:38 | link | commenti (19) | commenti (19)
categorie: musica, radiohead
sabato, novembre 10, 2007

Lei

Lei...erano anni che aspettavo di vederla e di sentirla dal vivo.
Nei primi anni in cui la ascoltavo nei Dead Can Dance non avevo mai avuto la curiosità di vederla in una foto o leggerne un'intervista...il solo ascoltarla mi gratificava al punto che per me poteva bastare così quasi come quando si ha timore di andare a fondo di qualcosa per paura che ciò che sentiamo si infranga rovinosamente contro una realtà molto meno affascinante. Poi però mi sono fatta forza piano piano...prima qualche immagine, poi i siti dedicati, i forum infine...per scoprire che l'effetto che faceva a me lo faceva anche a molti altri (chissà che mi credevo...).
Alla fine è arrivato quel giorno in cui avrei potuto vederla davvero, in un posto magnifico tra l'altro, un vero templio creato per l'ascolto come si deve. Detto fatto e il biglietto era mio: posto in seconda fila a 2 metri dal palco. Non di più.

Un filo d'attesa e poi è entrata: passo leggero, abito lungo di raso avorio (che avrebbe poi cambiato a metà concerto con un tubino nero quasi della stessa forgia) con una riga di strass ad altezza-clavicola, una mantellina che sembrava attaccata alle scapole, zero trucco e i capelli accrocchiati confusamente sulla nuca. Sembrava una dea greca che aveva appena fatto un salto avanti nel tempo.
Bellissima e maestosa.
Poi ha iniziato...2 ore di concerto con quella sua voce che...come fai a raccontarla a parole?
E' una mano che ti sorregge la testa, è una carezza nell'anima, è il rumore della terra che ti respira intorno.


Lei canta ad occhi chiusi.
Lei guida il diaframma con gesti lenti delle mani.
Lei quando canta, sorride.
Lei ringrazia i suoi musicisti alla fine di ogni pezzo.
Lei ci sorride.
Lei sembra Madre Terra.
Lei è Lisa Gerrard.



[qui le foto]






Scaletta

Now we are free
Dreams made flesh
Entry
Black Forest
In Exile
Serpent and the dove
Yulunga
On an ocean
Sacrifice
Space weaver
Sleep
Wandering star
Sanvean
Host of seraphim

postato da: Naima alle ore 01:16 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: musica, concerti, lisa gerrard
domenica, ottobre 28, 2007

cornamuse & pelle d'oca

Era l'inizio di Luglio quando scrivevo del concerto di Peter Gabriel appena visto a Venezia.
Il mattino seguente all'evento, riavutami dal tripudio emozionale, acquistai online il cd con la registrazione di quella tappa così com' era stato annunciato poco prima dell'inizio concerto.
In sostanza il buon Peter ha avuto l'idea di mettere in vendita il cd di ogni tappa del The Warm Up Tour dal sito di TheMusic.com. Il cd sarebbe stato prodotto dopo 6 settimane dall'evento scelto. E fu così che il 27 di Agosto (giorno del mio compleanno ndr) ricevetti la mail che mi avvisava che il cd era pronto e pure spedito.

E' arrivato l'altro ieri quando pensavo che durante il lungo tragitto qualcuno se lo fosse già intascato. Tutto è bene quel che finisce bene!

Premetto che in questo periodo sto ascoltando esclusivamente il nuovo album dei Radiohead per uscirmene un giorno con qualcosa da scrivere, ma una pausa era doverosa e così ho rivissuto le atmosfere di quella sera in Piazza S.Marco e facevo delle riflessioni circa le registrazioni 'live' a cui non ero mai stata molto affezionata. Non so perchè...mi dicevo che forse ero una purista e che riuscivo ad apprezzare solo le esecuzioni ufficiali, quelle dal cd per intenderci, ma l'aver assistito a numerosi concerti ha modificato questa mia sensibilità e a tutt'oggi trovo che il live restituisca una buona fetta di quei brividi di cui la musica si nutre (e pure io non scherzo).

Vorrei pubblicare qui il pezzo con cui s'è aperto il concerto (The Rhythm Of The Heat) che a prescindere dal pezzo in sè porta allo scoperto quel momento in cui l'attesa della piazza si scioglieva lentamente lasciando spazio al gustoso concerto, ma mi sa che il copyright me lo impedisce (pena la cancellazione del blog, mi si dice...brrr).
Facciamo così, io lo pubblico 'a tempo', per una settimana, tenendo le dita incrociate. Se mi vedete sparire, sapete il perchè.

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder





 
postato da: Naima alle ore 18:41 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: musica, venezia, concerti, peter gabriel
martedì, ottobre 02, 2007

Dollars & Cents

Che i Radiohead fossero avanti lo sapevo, ma che fossero così avanti...
   



 
postato da: Naima alle ore 18:51 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: musica, radiohead
venerdì, settembre 28, 2007

Il Pifferaio Magico



Quest'omino qui è David Sylvian ed il titolo di questo post è l'immagine che mi ritornava alla mente mentre lo ascoltavo l'altro ieri.  Cornice dell'evento il Teatro Accademia di Conegliano Veneto, fresco di restauro, poco più di 800 poltrone, acustica perfetta...e sul palco, seduto in uno sgabello con la chitarra in grembo, lui, la sua fantastica voce e i Nine Horses cantavano le note dell'anima.
Sullo sfondo retroilluminato, il logo del tour The World Is Everything prima ed evoluzioni grafiche poi accompagnavano la mente attraverso i percorsi suggeriti dalla musica e da quella sua voce, la più elegante e sensuale voce maschile che io abbia sentito finora.
Premetto che non l'avevo mai visto prima. La mia memoria l'aveva lasciato (per modo di dire) all'epoca dei Japan, con quel suo ciuffo ossigenato e gli occhi truccatissimi, ma vederlo ieri mi ha fatto cogliere un'essenza che prima mi era mancata. L'ho ascoltato si, ma l'ho osservato in quei suoi movimenti lenti ed aggraziati. Mentre prendeva la bottiglietta d'acqua alle sue spalle o quando presentava gli altri musicisti sul palco, quando ringraziava...piccoli gesti a cui si è normalmente indifferenti sono bastati a restituirmi l'immagine di un'artista certamente eclettico e dalla creatività quasi soprannaturale ma anche un uomo dalla personalità flemmatica, quasi ascetica, che senza alcuna frenesia distilla -nota dopo nota- la purezza delle emozioni che intende trasmettere con una puntualità ed una chiarezza quasi disarmante.
Sono quasi certa di averlo visto emozionarsi abbassando lo sguardo durante le ovazioni finali tra un bis e l'altro...come se ancora non si fosse abituato a raccogliere consensi tanto forti e a sentire il suo nome urlato dai fans più calorosi.
Mentre lo sentivo cercavo di prendere coscienza di ciò che stava accadendo dentro e fuori di me, ma ben presto ho constatato che non c'era dentro e non c'era fuori, c'era qualcosa che stava accadendo dentro a quel teatro e che intrideva chiunque. Non eravamo più spettatori lì dentro, eravamo parte di un'atmosfera che di terreno aveva ben poco.
Quella musica era come un uncinetto manovrato da una pazienza certosina che, un punto alla volta, riprendeva le trame di un'anima un tantino smagliata.

Di lui hanno detto e scritto tanto, ma c'è una citazione in particolare di un giornalista di The Times che mi ha colpito e che credo colga in pieno il senso della sua arte:

" Tutta l'arte, afferma il critico Vittoriano Walter Pater, aspira alla condizione della musica. Ma che cosa si può dire di una musica che aspira alla condizione di silenzio? Che cosa dire di una musica il cui scopo non è distrarre o intrattenere, ma trasportare l'ascoltatore oltre il rumore del mondo e il mero flusso delle apparenze verso la considerazione di una realtà superiore? " (Jason Cowley)


Scaletta

Wonderful world
It’ll never happen again
 World citizen
 I won't be disappointed
The day the earth stole heaven
Ride
Playground martyrs
Transit
A fire in the forest
Ghosts
Snow borne sorrow
Mother and child
Waterfront
Atom and Cell
Sugarfuel
Brilliant trees
Before the bullfight
Nostalgia
Before the bullfight
The Librarian
 Every colour you are
River man
Wanderlust



[pubblicherò qualche foto su Flickr previo scrematura non appena rientrerò in possesso della mia digitale]


 

postato da: Naima alle ore 21:23 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: musica, concerti, david sylvian
lunedì, luglio 30, 2007

passavo di lì...



Come avevo preannunciato, questo weekend sono finita nel backstage del Rockanima 07.
Non è che ci sia andata apposta...cioè per certi versi si, ma anche no...insomma è difficile da spiegare poichè si andrebbe un tantino fuori del seminato. Diciamo che mentre andavo dove andavo, mi sono ritrovata dotata di pass e maglietta da addetta ai lavori senza dover lavorare.
Praticamente paraculata!
La location era un'area verde nei pressi del Lago di Bilancino (Mugello-Firenze) dove si svolgeva questo festival musicale alla seconda edizione del quale sono stata ospite curiosante ed osservatrice di tutto quel brulicare di lavoro che serve per mettere in piedi un evento di dimensioni importanti per complessità e durata.
La scaletta in sè non era di quelle che mi fanno venire l'acquolina in bocca, ma è stato emozionante rendermi conto di tutto quel che succede prima, dopo e durante un concerto.
Ci lavora un sacco di gente, è come un formicaio dove sembra che ci sia tanto movimento sconclusionato e invece ogni passo è utile per quello successivo e via discorrendo.
La tensione è alta, sembra sempre che non si arriverà a sera col palco pronto e invece poi le luci si accendono sempre puntuali e lo spettacolo inizia.
L'ultima serata faceva il botto col concerto di Tiziano Ferro (del quale - va detto- non sono proprio una fans) e i lavori erano iniziato quasi all'alba per mettere su il palco, l'impianto audio (un *poderoso* impianto audio), schermo a led, mixer, controllo video e via dicendo.
Io sono arrivata comodamente col sole ben alto da un bel pò e  con sottobraccio le tavolette wc per i camper dell'organizzazione [ebbene si, è così che ho dato il mio contributo ;)] , poco dopo la security iniziava a blindare l'area concerto mentre il palco era già mezzo montato e così, seduta all'ombra di un chiosco e con una birra fresca in mano, mi sono goduta un pò tutte le fasi preliminari mentre scambiavo chiacchiere un pò con chiunque passasse di lì.
Il sole  scaldava un bel pò, la ressa ai cancelli già consistente, le ambulanze mettevano una pezza ai primi collassati e dentro invece si toccava uno dei momenti più 'alti' per le mie orecchie: il sound check con "Hells Bells" degli AC/DC. Palchisti e security esultavano su quelle note meravigliose e io implodevo con la mia bella birra in mano...
Non che non mi sia sentita vagamente in colpa eh...ma queste sono occasioni che non mi capitano sempre e così me la son goduta come potevo.
Quando hanno aperto i cancelli e la gente , dopo lunga e paziente attesa, è corsa dentro per accaparrarsi le prime file mi son detta "ci siamo, è fatta" . Mentre il pubblico attendeva l'inizio dello spettacolo, io proclamavo (si fa per dire) la fine dei lavori e subito ho realizzato i due volti di un concerto: quello di chi lo mette in piedi e quello di chi lo va a vedere...due percorsi diversi per arrivare alla stessa meta.

Stamane il ritorno a casa.

Sarà stato l'abuso di decibel (e di sigarette),  le ore piccole, i ritmi serrati, ma oggi era come se i miei bioritmi fossero stati potentemente scossi e il mio sangue nelle vene non fosse più quello di sempre. Nemmeno la mia pelle è più quella di prima ed ho un sapore nuovo in bocca.
Un buon sapore, tra l'altro.




 
postato da: Naima alle ore 23:53 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: musica, concerti
mercoledì, luglio 25, 2007

Björk

 


Si è presentata sul palco in orario, a piedi nudi e con un vestito sobrio. Corpetto fucsia che sfumava in bianco fin giù,  gonna e maniche ampie. Infine una fascetta argentata sulla fronte.
Con piccoli balzi simili ad una ballerina della Scala ha raggiunto il centro del palco e le note di "Earth Intruders" hanno iniziato a farmi tremare le viscere. Il palco si è infiammato di rosso ed ha illuminato a giorno tutto il parco della splendida Villa Manin, a Codroipo (UD), sede del concerto di sabato scorso.
E' iniziato così e per un'ora e mezza circa ha cantato privilegiando pezzi di "Medulla" e "Volta" (rispettivamente penultimo e ultimo album). Naturalmente c'è stato spazio per molti pezzi del passato...Pagan poetry, Hunter, All Is Full Of Love e altri ancora...
Sul palco, con lei, un batterista, 10 fiati vestiti come dei Teletubbies che fungevano alla bigogna anche da coro, un tastierista e due tizi che si dimenavano davanti ad un paio di Mac messi lì ad occuparsi di tutta la parte prettamente elettronica del concerto.
Che sia chiaro, io la adoro e le perdonerei qualsiasi cosa (anche quella di andarsene senza salutarci, tzk!), ma è stata perfetta. Mentre la guardavo mi chiedevo come potesse una donnina così piccina sprigionare un'energia tanto grande. Il modo in cui ballava era quasi ipnotico, quel suo modo di usare tutto il suo corpo per battere il tempo e seguire le parabole delle note aveva un qualcosa che non so come identificare ma che mi ha tenuto lì con lo sguardo fisso su di lei quasi stupito da tanta armonia. Ha eseguito alla grande ogni pezzo elaborando quelli più spinti (elettronicamente parlando) fino a rasentare dell'hardcore (!) per poi smorzare con quelli più dolci e intensi.
Meravigliosa.

Nelle tappe italiane dello scorso tour me l'ero persa perchè nella stessa settimana, all'Arena di Verona, si assecondavano lei, i Radiohead e i Massive Attack. Tutti nel giro di pochi giorni e, dovendo io sceglierne uno fra i tre, optai per i Radiohead...altro concerto da incorniciare e del quale non mi pento, ma sia lei che i Massive Attack mi rimasero sul groppone. Ora che l'ho vista mi sento decisamente meglio...
Insomma gran bel concerto, anzi gran bella giornata poichè la coda per accaparrarmi un posto decente è iniziata prestissimo ma è stata allietata dalla compagnia di coloro che, in attesa come noi, hanno condiviso risate, viveri, lamentele per il caldo, meloni...
Su tutti spiccano un paio di graziose donzelle romane ed un trio mantovano (reduce da una tappa del tour di Polo Meneguzzi di cui decantavano le doti coreografiche e la ricercatezza dei testi) (*) che sono stati di ottima compagnia fino ai saluti finali. Il bello dei concerti e della musica in generale è anche quello di avvicinare le persone, fare piacevoli conoscenze e condire così i ricordi di ulteriori dettagli.
the last but not the least... il mio figlioccio/pupillo Damiano, introdotto da me medesima anche verso questa splendida donna islandese che -peraltro- ha gradito molto. In effetti il ragazzo da delle soddisfazioni:)

La mia estate musicale volge quasi al termine, ma ho ancora qualche colpo in canna da sparare. Intanto ieri mi sono gustata un bellissimo concerto di Roy Paci + Ateruska...sabato invece ci sarebbe Moby con un dj set sulla spiaggia di Jesolo, a meno che non mi avventuri in una trasferta toscana per seguire il Rockanima 2007  ...chi vivrà, vedrà.

(*) Confesso di aver usato questa citazione con intento provocatorio ;)

Scaletta

Earth Intruders
Venus As A Boy
Aurora
Hunter
Pagan Poetry
All Is Full Of Love
The Pleasure Is All Mine
Hope
Army Of Me
Innocence
I Miss You
Bachelorette
Vökuró
Wanderlust
Hyperballad
Pluto

Encore

Oceania
Declare Independence
postato da: Naima alle ore 23:22 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: musica, concerti, bjork
domenica, luglio 08, 2007




Che c'azzecca Il Sunsplash dopo un concerto di Peter Gabriel? Nulla infatti, ma tant'è che anche quest'anno ho fatto la mia comparsata al festival europeo del reggae per quelle 24 ore di pausa dal resto del mondo.
Perchè il Sunsplash è così, per 10 giorni quell'area diventa una specie di stato autonomo dove le regole sono diverse perchè la vita è strutturalmente diversa.
Un parco naturale di 240.000 mtq raccoglie un'area campeggio e tutta la zona del palco, gli stand e il mercatino. Quest'anno, i parcheggi situati nei dintorni sono stati adibiti anche a campeggio dato che l'affluenza aumenta di anno in anno e non riescono più a tenere tende e camper all'interno. L'ambientazione è completamente naturalistica e non solo perchè l'erba, oltre che a calpestarla, la si fuma anche, ma perchè questo parco è protetto dalla cementificazione selvaggia...e il contatto con la terra nuda rende tutti ben predisposti all'incontro, alla musica e all'adattamento con la natura. Diventa una sorta di beauty farm dello spirito. Per un pò smetti di preoccuparti come sei vestita o se sei spettinata o sudata perchè tanto lì dentro non importa a nessuno. Questo certo non dovrebbe essere una scusa per trascurarsi, infatti non parlo di cura di sè ma di lasciare lente le briglie per un pò, dedicarsi alla musica, al relax e al gioco. Per un pò solamente.
Ambientazione a parte, il cartellone dei concerti è da sempre ben popolato. Di mio sono riuscita a vedermi gli unici che mi interessavano davvero.

Comunque... lei è sempre più vicina e già la sento arrivare.
 
postato da: Naima alle ore 19:48 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: musica, concerti, sunsplash
domenica, luglio 08, 2007

Lay your hands on me




Uno dei miei weekend estivi ad altà densità musicale si è appena concluso...
Tutto è iniziato venerdì sera quando ritornavo a Venezia come tante altre volte, ma stavolta era per lui.
Ho raggiunto Piazza S.Marco con l'emozione del primo appuntamento.
Location romantica al tramonto, temperatura estiva e accarezzata da quella brezza che fa svolazzare i vestiti leggeri al punto giusto, nessuna ressa, sembrava proprio l'appuntamento perfetto.
E poi eccolo.
Era a pochi passi da me...avessi allungato le mano, avrei potuto teccarlo...o almeno la sensazione era quella.
Inizialmente non ho quasi fatto caso al suo italiano fluente con cui si presentava perchè cercavo di riannodare i fili della memoria che mi riportavano al mio incontro con i Genesis, in tenera età.
Lo guardavo lì sopra, col suo solito gilet e pensavo "ma allora sei tu quello...".
Il concerto è durato 2 ore abbondanti, volate via, durante le quali ha dato davvero tanto. Quel signore là sopra un palco è bello anche solo da vedere, ma quando l'ho sentito cantare mi sono davvero emozionata. Inutile cercare di descrivere come, nemmeno Battisti c'è riuscito, figuriamoci se riesce a me..., ma ha incantato tutti su quella piazza.
La scaletta era stata scelta con un sondaggio del suo fans club senza calcare troppo la mano sui pezzi già ben conosciuti dal pubblico, ma quando ha fatto 'Sledgehammer', verso la fine, sono saltati tutti in piedi sulle poltrone. Ha concluso il tris (dei bis invocati a gran voce dal pubblico) con 'Biko' ( che oltretutto ci stava a meraviglia in un concerto a favore di Emergency ) ...ed è stato il trionfo della pelle d'oca.
Me ne sono tornata a casa con l'aria trasognata, l'anima gratificata, il corpo stanco e anche innamorata un pò più di prima.
Credo sia amore.

 
postato da: Naima alle ore 19:00 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: musica, concerti, peter gabriel
sabato, giugno 16, 2007

coitus interruptus

A quest'ora dovrei essere ancora  sotto il palco, con le mani in alto e la faccia stravolta dalla musica e invece sono qui a fare un post su quello che ho visto e sopratutto non ho visto. Erano mesi che aspettavo questo appuntamento...10° anniversario della manifestazione, spostamento da Imola a Venezia in pompa magna per fare le cose ancora più in grande. Anche il sopralluogo avevo fatto, non più di una settimana fa...ma è andata male davvero.
Ero all'erta già da stamattina: guardavo l'ora pensando a quanto mancava, leggevo i quotidiani locali per vedere le foto del giorno prima e scrutavo il cielo per capire cosa mi sarebbe aspettato.
Avevo capito subito che di acqua me ne sarebbe toccata a secchi, ma faceva parte del gioco anche quello e mi ero quantomeno riparata con il minimo indispensabile nello zaino. Quello che non avevo capito è cosa stava succedendo all'interno del parco mentre io ero in coda, in attesa di parcheggiare, sotto la tromba d'aria che ha devastato Venezia in 10 minuti. Vedevo la gente che continuava ad affluire imperterrita e inzuppata d'acqua come niente fosse e pensavo che la cosa peggiore che mi fosse potuta capitare era quella di stare in ammollo nel fango per qualche ora. Invece, una volta parcheggiato, quando di piovere aveva praticamente smesso e accennava ad uscire il sole, si sono iniziate a sentire delle sirene suonare insistenti.
E' caduto qualche albero -pensavo-, i pompieri staranno lottando con l'intenso traffico per raggiungere il punto X...ma più ci si avvicinava al parco e più le sirene aumentavano e più era anche la gente che tornava indietro. Lì per lì non ho creduto al primo che, incrociandoci, ha detto qualcosa tipo "è caduto tutto, tornate indietro che è chiuso", ma quando ho visto gli elicotteri del soccorso sorvolare la zona ho capito che era successo qualcosa di grave. Il telefono ha iniziato a suonare, messaggi di gente che da casa mi chiedeva cos'era successo e le mie risposte, tutte uguali, riferite al fatto che di notizie ne stavano avendo di più quelli che non erano lì dov'ero io in quel momento. Mi sono voluta avvicinare all'entrata ugualmente ma non entrava nessuno, stavano solo uscendo quelli che erano già entrati prima. Chi usciva raccontava quel che c'era dentro...o meglio...quel che non c'era più: il palco abbattuto, monitor a terra, tralicci piegati su sè stessi e tanti feriti. Le facce della gente erano grigie come il cielo, tutti attaccati al telefonino per dar notizie a casa, per dire che stavano bene ma che la manifestazione era stata annullata e che non sarebbe rimasto nulla di tutto l'entusiasmo che era in circolo per questo evento.

Di tutto questo rimane la promessa del rimborso dei biglietti , il rumore incessante degli elicotteri andare e venire con in feriti e le mie unghie sbrilluccicanti per l'occasione, che non applaudiranno nessuno.
Non oggi.
Non mi rimane che consolarmi con il concerto di Peter Gabriel a P.zza S.Marco il 6 Luglio...se non piove.



 
postato da: Naima alle ore 00:49 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: musica, concerti, heineken jammin festival
sabato, maggio 26, 2007

Uno dei miei spacciatori musicali più accreditati mi ha appena consigliato l'ultimo album dei Battles - Mirrored ed io da brava me lo sono appena ascoltata. Premetto che non vado mai a leggere le recensioni di qualunque cosa che prima non abbia già sentito (o visto). Ora invece, dopo l'ascolto, ho sguazzato nella rete alla ricerca di qualsiasi cosa parlasse di loro ed ho capito che c'avevo visto bene.
I Battles sono un coacervo di elettronica, hardcore, punk, rock e altro che non ho chiaramente distinto...ma non è sui generi che voglio dissertare, anzi, non mi è mai piaciuto definire la musica per generi perchè è sempre un classificare qualcosa che è indefinibile (tra l'altro questi li definiscono math-rock ma qualcuno mi sa dire che significa?). Il punto è che questi ti strappano dal reale conosciuto o quantomeno quello che credi lo sia e ti sbattono nel bel mezzo dei tremori della psiche, quelli più oscuri ed imprevedibili che non penseresti mai di riuscire a toccare.
Jung disse, fra le varie cose, che l'uomo farebbe qualsiasi cosa pur di evitare di affrontare la propria psiche...beh, i Battles ci giocano a tresette con la psiche.

-visionare con cautela, astenersi neomelodici-
postato da: Naima alle ore 01:03 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: musica, battles
foot

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