l'isola che c'è...

...errare umanum est, perseverare ovest...
domenica, novembre 25, 2007

NonSoloBurqa

"In Italia, negli ultimi dodici mesi, un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Solo nei primi sei mesi del 2007 ne sono state uccise 62, 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature, ossa rotte. Leggevamo che le donne subiscono violenza nei luoghi di guerra, nei paesi dove c'è odio razziale, dove c'è povertà, ignoranza, non da noi.
Eccola la realtà: in Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale, ci dicono i dati Istat e del Viminale che riportano un altro dato avvilente.
Le vittime - soprattutto tra i 25 e i 40 anni - sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Più del cancro. Più degli incidenti stradali. Una piaga sociale, come le morti sul lavoro e la mafia. Ogni giorno, da Bolzano a Catania, sette donne sono prese a botte, oppure sono oggetto di ingiurie o subiscono abusi. Il 22 per cento in più rispetto all'anno scorso."



Questi sopra sono i numeri ufficiali stilati dal Ministro per le Pari Oppurtunità che delineano una condizione al femminile, in Italia, alquanto allarmante...di fatto le donne vittime di violenza da parte degli uomini sono molte di più se si considerano tutte coloro che per paura non osano denunciare le violenze subite per la paura di pagare con la vita il volersi sottrarre ad ulteriori soprusi o vedersi abbandonate dalle istituzioni una volta che si sono esposte perchè manca di fatto una rete di protezione efficace.
Appare quasi assurdo pensare che nel 2007, in Italia, ci siano numeri come questi a quantificare quello che viene chiamato femminicidio , eppure è così: botte, stupri, violenza psicologica...una donna su sei ne è vittima. Riuscite ad immaginarlo?

Sono cifre che fanno inorridire per la quantità ma sopratutto per la misura con cui il degrado sociale in atto si abbatte sui soggetti più deboli...e non si parla di un degrado legato ad ambienti poveri o sottoculturati bensì quel degrado ' per bene', quello della porta accanto che non è frutto della miseria economica quanto di quella umana. Più la donna conquista autonomia, più si muove un processo di segno maschile che non lo accetta.

Non sono una femminista. Credo che il femminismo di questi tempi sia piuttosto demodè e non serva a nulla (vedasi le tristi cronache del corteo odierno a Roma) se non ad autoghettizzarsi. Mi sento però spinta a chiedermi il perchè ci sia questo processo in atto, a cercare una ragione del fatto che ci sia una buona fetta del mondo maschile che non è in grado di entrare in relazione con il femminile al punto da coprire con la violenza questa propria mancanza. Molti parlano di lacuna culturale ma a me sembra piuttosto un vero e proprio disagio tutto maschile che coglie in ogni sacca...acculturata e non.
Si guarda alla nuova proposta di legge in attesa di varo come se fosse la medicina che manca dallo scaffale senza chiedersi se delle pene certe possano davvero arginare tutta questa brutalità. Certamente ce n'è un grande bisogno se consideriamo che a tutt'oggi una donna, per la legge, non è minimamente tutelata...ma uno stupro o le botte non sono reati comparabili ad un falso in bilancio (per dirne una), sono reati dettati da una pulsione la cui genesi andrebbe studiata a fondo e curata laddove possibile partendo da un recupero della figura femminile in ambito familiare e scolastico.
Un compito questo che spetta a chiunque di noi, quotidianamente, smettendola di voltarsi dall'altra parte quando testimoni e iniziando ad essere partecipi nell'educazione dei più piccoli che da noi si aspettano di conoscere il bene.
Per il male avranno tempo.
postato da: Naima alle ore 00:24 | link | commenti (5) | commenti (5)
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Commenti
#1    25 Novembre 2007 - 12:19
 
images_of_me_donne


Grazie per l'attenzione

ME
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#2    25 Novembre 2007 - 13:14
 
è il minimo...
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#3    30 Novembre 2007 - 18:33
 
Sono giorni che rileggo e che penso a un commento da lasciare a questo post, ma ancora non mi è venuto in mente nulla, tanto sei stata chiara e tanto sono purtroppo privo di risposte.

Ci tenevo però ugualmente a dire che condivido quello che scrivi.
C'è qualcosa di molto malato in chi abusa sessualmente, è una affermazione malata di una supposta superiorità sessuale, un ripararsi dietro un: tanto sono più forte io uomo, fai e di' quello che vuoi, ma la mia superiorità è manifesta, e adesso te lo faccio vedere.

E poi, il fatto che la donna sia, secondo la cultura e la concezione invalse, se non in effetti fisicamente, più debole, probabilmente fa sentire l'uomo al riparo; o meglio fa sentire al riparo la bestia, l'animale che deve sfogare belluinamente i suoi istinti peggiori.

Un'altra occasione per dimostrare la lontananza dall'umano e la vicinanza all'animale.
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#4    01 Dicembre 2007 - 00:04
 
già...è che quando si parla di violenza sulle donne tutti pensano subito (e spesso solamente) allo stupro...ma oggi si parla tanto anche di omicidi . non solo avviene lo svilimento del femminile, ma una vera e propria eliminazione fisica che matura negli ambiente affettivamente più ristretti. la vittima è sempre lei. c'è un vero e proprio conflitto, ma non quello sessantottino dei maschilisti e delle femministe. altri tempi, altre battaglie. oggi c'è un corto circuito relazionale fra i sessi che si manifesta in condizioni drammatiche e sintomatiche oserei dire. non è più solo una questione di buoni e cattivi, c'è di più...qualcosa di sottile, un meccanismo che si inceppa sempre lì e denota qualcosa di profondo su cui si dovrebbe riflettere un pò di più.
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#5    03 Febbraio 2008 - 22:33
 
www.fondazionepoieo.it

insieme per la cura
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